
Sono quasi 30 anni, ventinove per l’esattezza e la mattina del 2 agosto 1980, alle ore 10.25, un ordigno, nascosto in una valigia abbandonata, esplose nella sala d’aspetto della Stazione di Bologna.
Con quelle povere persone innocenti, ignare di essere vittime indifese di un bieco piano strategico, iniziò ad andare in aria, pezzo dopo pezzo, l’Italia del sogno democratico e socialista, l’Italia della giustizia, dell’eguaglianza, della lotta all Mafia, alla Massoneria, del riscatto delle classi deboli, della fine delle logiche affaristiche e delle trame oscure, l’Italia dell’addio ai potentati e alla politica sporca e di regime.
Prima e dopo accaddero e accadranno nuovi fatti, la bomba di Piazza Fontana e l’omicidio-malore di Calabresi, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, l’Italicus e Ustica, gli omicidi degli eroi della giustizia, Chinnici, Falcone e Borsellino.
Ma quella bomba a Bologna, fu un colpo secco, come l’uppercut che stordisce un pugile, decretandone la sconfitta annunciata, la sinistra nn poteva governare, i Comunisti erano un nemico reale, bisognava bloccarne definitivamente l’ascesa, già inizialmente quasi abortita dall’omicidio Moro.
Con l’esplosione nella città “rossa”, il disegno strategico di Licio Gelli, raggiungeva il suo acme, quel punto piu’ alto che avrebbe poi portato la parabola a scendere inarrestabilmente dove lui e chi per esso immaginavano potesse arrivare.
Ogni tensione, ogni momento difficile e drammatico, come si è visto per le “Torri Gemelle”, spinge la popolazione di una Nazione a non osare, a chiudersi in difesa, l’insicurezza e la paura tendono a nn far cambiare, a restare nel proprio, la diversità di quello che c’è stato fino ad allora viene vista come un salto nel vuoto, l’ignoto che nn dà garanzie.
E così la marea rossa che già aveva convinto gran parte delle masse democristiane indecise, di quei votanti italiani stufi di una politica ingiusta e illiberale, fu bloccata e di lì in poi , con la successiva morte di Berlinguer nell’84, il calo fù inesorabile e costante.
Quello che Gelli ha voluto, oggi, in maniera incredibile, prende forma: Sindacati divisi, televisioni in mano al regime di centro-destra, controllo quasi totale su tutto, scuola disegnata ad arte per produrre ignoranza, leggi ad hoc per favorire solo gli interessi dei pochi e impedire sempre piu’ la realizzazione della Democrazia vera.
Questa al contrario è l’apoteosi della Dittatura della Democrazia.
Ventinove anni fà esplodeva una bomba, ora, a conclusione di un percorso, rischia di esplodere un’intera Nazione, che è nello sfascio totale.
Tanti episodi, tante piccole esplosioni, fanno chiaramente intendere che siamo sull’orlo di una devastazione finale, come se per l’Italia sia vicino il “The Day”.
Questo lucido folle uomo al potere ha sdoganato coloro i quali hanno la straordinaria abilità a seminare vento ovunque e a raccogliere tempeste, la lega in quasi tutti i suoi attegiamenti , i suoi atti politici e non, le esternazioni dei propri rappresentanti, non fà altro che attizzare la fiamma che porta all’incendio di una secessione.
La situazione è veramente critica, finti soldi che appaiono e scompaiono nei decreti e nelle finanziarie, leggi inizialmente scritte e riscritte successivamente con emendamenti terrificanti, libertà oramai totalmente limitate, un Capo dello Stato, reso quasi impotente, non piu’ baluardo forte e concreto, tutto nelle mani di una persona e i suoi lacchè.
E da questa parte, un’opposizione non pervenuta, assente oppure presente, ma litigiosa, in cerca ancora oggi di un gran leader, che manca dai tempi di Berlinguer.
Personaggi di piccolo stampo, molti dei quali anch’essi spinti o caduti nella trappola dell’interesse personale, attaccati alle poltrone, sia esse di ultima o penultima fila, privi della forza di indirizzare, essere trasversali, parlare con la gente e nella gente, affrontare senza inciuci o scheletri nell’armadio, desiderare e rincorrere la giustizia.
Questa sinistra, sfaldata dalle bombe e dalle trame, da divisioni e mancanza di uomini guida, dalla proliferazione di capi e capetti, oggi nn rappresenta piu’ le cosidette “truppe di riserva”.
Quelle che, nonostante tutto, sono ancora pronte a lottare per la difesa dei Diritti e dei Valori, che nn mollano tutte le armi pacifiche per bloccare lo Sfascio e l’intento totalitarista, razzista e affarista.
Non sono pochi e vorrei poter credere, come credo, che sono proprio loro a determinare ancora a tener acceso il barlume di speranza per salvare l’Italia dalla fine e compiere il miracolo.
L’ennesimo colpo del “piccolo dittatore”, con la scalata dell’affarista e suo amico, il tunisino Tarek Ben Ammar alla proprietà della Rete Televisiva La7, che rappresenta una delle ultime isole libere e obiettive, deve ancor piu’ rafforzare la voglia e la necessità di resistere, perchè resistere, attaccare e proporre in alternativa sono gli unici verbi che, coniugati sempre al meglio, garantiscono l’unico freno all’esplosione finale.
La bomba di Bologna e tutte le altre stragi di Stato hanno reso tanta gente, sempre meno libera e sempre piu’ schiava e allora vorrei citare una frase di Paulo Coelho, persona di straordinaria carica e positività, quella che serve sempre.
“So che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quello della schiavitù. L’unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso… anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime”.