Auguri di Buon Natale e Buon Anno ad Amici … Lavoratori … e a chi vuole

20 12 2009

SONO IN PARTENZA QUINDI …

Auguro un Felice Anno Nuovo a tutti … lavoratori, amici e non … con l’Augurio che IL PROSSIMO ANNO PORTI LAVORO E SERENITA’ A TUTTE QUELLE FAMIGLIE CHE QUEST’ANNO HANNO AVUTO A MALAPENA DI COSA MANGIARE … AUGURO CHE L’ECONOMIA VADA MEGLIO … AUGURO CHE NON CI SIANO TERREMOTI E MI AUGURO CHE IL GOVERNO PRENDA PROVVEDIMENTI SERI PER TUTTI NOI ITALIANI E LA SMETTA DI FARE I CAVOLI SUOI … COME HA FATTO QUEST’ANNO …

SERENITA’ … PACE E LAVORO …

CIAO AL PROSSIMO ANNO :-)





Un pensiero che è un’illusione ma che resta un pensiero

8 11 2009

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avevo scritto solo il titolo … il 14 settembre… e poi mi sono fermata… così come il tempo per me si è fermato a quella sera … maledetta sera … dove, tra un bicchiere e l’altro ti ho detto … “ma dai sociologo …adesso la mettiamo dura con le manifestazioni … non sindacare se vado a roma a manifestare ” e tu ” vi prendono per il culo e non servono a nulla” …. “chi cazzo sei tu per dire che non servono a nulla, comodo stare sulla poltrona in villa a guardare la tv … abbi il coraggio di smuovere il culo di fare il biglietto per roma e andare alle riunioni dei Compagni ” … io da sociologo ….” .. “tu che? maddai … ti stimo per il tuo lavoro ma non sindacare su ciò che non sai” “IO SONO UN PROFESSIONISTA CAZZO E NON VOGLIO VEDERTI MAI PIU’” …ammutolita … la gente guardava … una bottiglia in enoteca caduta per terra ha fatto un rumore assurdo … professionista … che cazzo significa? tutti sono professionisti se esercitano una professione … pure le prostitute sono professioniste … chi cazzo ti senti perché fai i progetti da presentare  alla UE … bene io ne ho fatti 5 in un giorno … sei solo un fascista … un fascista di merda con la maschera da compagno … e io non ci sto e ci soffro … perché l’ho sempre pensato e mai voluto crederci … tutti i nostri discorsi politici … sempre d’accordo … e oggi 8 novembre 2009 mi sento di nuovo sola in questo paesino del cazzo … dove l’acqua arriva ogni 10 giorni e devo combattere da sola qui per i nostri diritti … e se penso che mi manchi mi taglierei la testa ….. CHE STRONZAAAAAAAAAAA





Una lettera di Nino Mandalà dal carcere. BJELOMOR ovvero L’ELOGIO DELLA SCHIAVITU’ Post n°1167 pubblicato il 06 Agosto 2009

15 08 2009

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Rinchiusi tra le mura della nostra quotidianità repressa ed esclusi dalla considerazione dovuta alla condizione umana,negati alla società civile e da essa separati come un corpo infetto,troviamo scampo nella schiavitù della nostra detenzione. Dalla nostra postazione osserviamo “ un Paese senza verità” (Sciascia),privo di pietà o meglio destinato ad una pietà sospetta e senza speranza,osserviamo i maneggi delle lobbie di potere ammantate di superiorità morale e i loro figli recitare la mistificazione di battaglie ideali che nascondono lotte di interessi privati senza esclusione di colpi.
Osserviamo un Paese separato da un vallo che divide i poteri forti e i loro ascari ,dai pari e ai quali sono date in pasto verità addomesticate. E proprio i campioni di questo mondo degli ultimi hanno messo a nudo la cialtrona vocazione dello Stato a fare casta e ad esercitare la severità sui più deboli,i suoi sodali di un tempo,gli antichi epigoni di una cultura senza regole che hanno trasferito sullo Stato la loro arroganza: i mafiosi privati del loro status di cittadini! Contro di loro,residui di un tempo sciagurato ,paradigmi di un mondo che hanno condotto alla rovina,dannati di una terra di nessuno in cui il diritto non ha patria,contro di loro la viltà di un tempo è diventata la inflessibile severità dei rinsaviti sacerdoti della legalità che sgomitano facendo a gara nel rivendicare la loro intransigenza evocando la figura del”prete ascetico” del “Crepuscolo degli idoli”(Nietzsche) .
<< Quello è un conoscitore di uomini:a che scopo in realtà egli studia gli uomini? Vuole arraffare piccoli vantaggi su di loro,o anche grandi,è un politico …anche quell’altro è un conoscitore di uomini e voi dite che non vuole nulla per sé,che è un grande “impersonale”.Guardate meglio! Forse vuole addirittura un vantaggio anche peggiore :sentirsi superiore agli uomini,poterli guardare dall’alto,non confondersi più con loro. Questo “impersonale” è uno che disprezza gli uomini …>> Ai sacerdoti del nuovo mondo è affidata la difesa del Palazzo in cui i dibattiti sono il noioso copione di sempre recitato nel teatrino delle ovvietà ammannite dai soliti noti che scodinzolano tenendo d’occhio il gradimento del padrone.
Ai cortigiani dei compiacenti giornali di regime spetta il compito di cavalcare la deriva giacobina dell’opinione pubblica incitandola alla lapidazione e drogandola con notizie di comodo fatte filtrare sapientemente,di ascrivere alla categoria dell’irredimibile cancro sociale: i mafiosi (“vibrioni del colera” e “batteri della meningite” F.sco Merlo), di irridere alle aspirazioni dei detenuti ai quali non si perdona la pretesa di coltivare , nonostante tutto, la speranza e sentirsi vivi e sfidare il loro destino con il conseguimento di obiettivi culturali, dai cortigiani guardati con sospetto e liquidati come incorreggibile narcisismo,come spia di una ontologia criminale senza speranza (Giustolisi). Questi cortigiani provocano nella speranza di guadagnarsi lo status di martiri facendo di un mondo in disfacimento la vetrina di sfide a buon mercato produttive di rendite di posizione.
Agli intrepidi cavalieri della crociata contro la mafia spetta il compito di buttare con l’acqua il bambino,liquidando l’eredità del diritto occidentale e i suoi principi basilari: la presunzione di innocenza, la responsabilità soggettiva, la certezza del reato! Il dubbio un tempo pro reo, oggi si ritorce contro il reo,l’appartenenza ad un contesto di valori eticamente censurabili, ma che non hanno fatto in tempo a tradursi in atti penalmente rilevanti, è considerata reato e come tale perseguita, la certezza della prova è sostituita dal libero arbitrio (pardon, convincimento) del giudice e la presunzione di innocenza si arrende impotente alla prospettiva di espiare la pena prima della pronuncia definitiva dei giudici.
Ai lividi esecutori dell’ottusa severità dello Stato spetta il compito di gridare al lupo e invocare pene sempre più severe occultando la tragedia di uomini murati vivi nell’infamia del 41 bis, erranti per carceri invivibili alla ricerca delle ragioni di esistenze senza più ragioni, che in carcere ci vivono e ci muoiono disperati, che, dopo decenni, sono diventati ciascuno una particolarissima storia di sofferenza avulsa dal contesto originario, di affetti sradicati, di cervelli spappolati da anni, mesi, giorni sempre uguali, di infelici che convivono con “il pensiero onirico latente” di quell’infido appuntamento estremo che è il suicidio, di innocenti ai quali si infligge assieme alla pena per le loro colpe , l’odio per quello che essi rappresentano, di vittime della tanto invocata certezza della pena che spesso è certa quanto è incerta la colpa.
Un alto magistrato, in visita a una scolaresca, ha chiesto retoricamente quale sia la giusta scelta tra la mafia e lo Stato, dimenticando di precisare di quale Stato parliamo. Se parliamo di questo Stato che ha scelto di privilegiare la sicurezza piuttosto che la giustizia ed ha fatto strame del diritto, di uno Stato teatro di stragi senza colpevoli, di vittime illustri messe nel conto di una sprovveduta manovalanza mafiosa cui è concessa l’illusione di partecipare ad un gioco più grande, se queste povere vittime possono essere impunemente e impudentemente issate sulle barricate di virtuose crociate dai loro stessi carnefici, da quei mandanti che si annidano nelle Istituzioni, se parliamo di lodi che tutelano i soliti fortunati e di provvedimenti come il 41 bis che affliggono i soliti sfortunati e che lo stesso ministro Alfano ha, senza ritegno, definito ai limiti della Costituzione, se parliamo di proclami deliranti di personaggi istituzionali che non esitano a preconizzare la morte in carcere e in povertà dei mafiosi, con ciò preconizzando la morte del diritto cui viene attribuito il compito di punire la potenza anziché l’atto, il peccato anziché il reato, un modo d’essere per il solo torto d’essere, negando ogni alternativa ad uomini cui la stessa Costituzione concede la pietà del riscatto, se parliamo di una Italia che è nel mirino della Corte Europea dei diritti dell’uomo e che ha fatto dichiarare al suo presidente, Jean Paul Casta: << Ancora per l’Italia la Corte ha sollevato dubbi sul frequente ricorso alla detenzione in isolamento di condannati per reati gravi come l’associazione mafiosa, con pesanti rischi per la salute psichica del carcerato >>, se parliamo di un’Italia in cui i pensionati sono scippati dei risparmi di una vita e giungono all’appuntamento con il loro crepuscolo vivendo l’angoscia della sopravvivenza, in cui la soglia della povertà è varcata da una percentuale sempre maggiore dei suoi cittadini, famiglie in crescenti difficoltà economiche stentano a giungere all’ultima settimana del mese e via via alla penultima e alla terzultima, in cui uomini che hanno avuto una loro dignità sono ridotti a frugare tra i rifiuti alla ricerca di ciò che può essere ancora riciclato e i luoghi di lavoro sono diventati trincee dove ogni giorno, per tre volte al giorno, le campane rintoccano a morte, se è questa l’Italia di cui parliamo, parliamo di una Italia che si è chiamata fuori dal consorzio civile e allora la scelta tra mafia e Stato non è così scontata egregio dottore Grasso.
E noi ultimi di questa Italia, pur segnati dalle nostre storie, arretriamo confusi, ripieghiamo su noi stessi e ci rifugiamo nella nostra schiavitù, nelle nostre consuetudini rassicuranti, al riparo dalle illusioni di una libertà perduta e riconquistata nelle atmosfere surreali della nostra dimensione pneumatica.
E’ qui che nascono uomini nuovi che popolano mondi antichi in cui le categorie del tempo, dello spazio, delle relazioni sono rifondate e vissute “stringendo i denti e reinventando la dignità” (Josè Saramago) o perdendola del tutto sotto l’incalzare di una normalità ovattata e rassegnata .
Grazie alla schiavitù della detenzione ci risparmiamo l’espiazione di una condanna alla vita.
http://ninomandala.blogspot.com/





Manifestazione a Messina contro il Ponte

8 08 2009

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Un Ringraziamento al Nano

8 08 2009

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Grazie presidente, grazie!
Desidero ringraziarla dal più profondo del mio cuore, davvero.
Grazie per aver finalmente mostrato un modello di uomo vero alle nuove generazioni, un uomo che non deve chiedere mai perché a pagare le escort sono sempre gli altri. Grazie per il suo modello così virile, talmente virile da dover ricorrere al viagra pur di non deludere le aspettative dei suoi fans.
Grazie per aver contribuito a trasformare questo paese in una patetica farsa che diletta, ogni giorno, il resto dei paesi europei. Grazie per aver voluto una legge contro le prostitute, no…. non le escort da mille euro a rapporto, no, non loro bensì contro coloro che si svendono per trenta euro, che vengono picchiate, minacciate, violentate da maschi che, un po’ come lei, le vedono solo come oggetti. Grazie per aver dimostrato alle nuove generazioni quanto disprezzo ci possa ancora essere nei confronti delle donne. Grazie per aver fatto passare l’idea per cui se hai i soldi e sei potente non importa quante schifezze tu abbia fatto nella vita.
Grazie per aver contribuito a far perdere la consapevolezza dei propri diritti alle masse, grazie alla disinformazione delle sue reti televisive. Grazie per aver distrutto il buon giornalismo e le televisioni di stato. Grazie per aver fatto a capire ai giovani che non ha senso studiare, imparare, lottare. L’importante è entrare nel casting giusto, isola dei famosi o grande fratello, se hai una mano dal “papi” tutto il resto non conta.
Grazie per aver “aver garantito la pace sociale” anche in un momento di crisi, grazie per “non aver lasciato indietro nessuno”, lei sostiene che oggi “in Italia non c’è nessuno che perde il posto di lavoro”. Lo andrò a dire agli operai e alle operaie che da mesi presidiano le fabbriche per evitare che chiudano, lo dirò a Francesca e Mirna, che sono in cassa integrazione e che a settembre perderanno il lavoro, lo dirò a Mirco, a Luigi, a Giovanna. Dirò loro che non possono aver perso il lavoro perché LEI ha assicurato gli italiani che questo non può accadere.
Grazie per aver risolto la questione rifiuti a Napoli, sono certo che si riproporrà, con massima attenzione da parte di tutti i mass media, nel caso la sinistra dovesse vincere di nuovo.
Ma non si preoccupi, caro presidente, in questo paese i “soliti” comunisti non vinceranno mai più.
Grazie per aver regalato ai suoi amici leghisti un federalismo farlocco, grazie per le ronde che daranno modo a tanti esaltati di sentirsi degli eroi, aspetto con ansia la liberalizzazione delle armi, delle bandiere regionali e di un nuovo inno nazionale, suggerisco “Oh mia bela madunina”.
Grazie per aver accolto con entusiasmo una legge sulla caccia che farebbe rabbrividire anche un serial killer, grazie per aver dimostrato il suo scarso interesse nei confronti delle opinioni dei cittadini di questo paese che, non troppo tempo fa, avevano deciso attraverso il referendum, che in questo paese il nucleare non ci sarebbe più stato (ma anche quello era un complotto degli ambientalisti comunisti). E grazie per aver studiato un modo per rendere difficile l’utilizzo di eolico e pannelli solari.
Grazie per la riforma Gelmini così apprezzata da maestr* e genitori che nessuno ha protestato sino ad ora. A parte una cosa chiamata l’onda che però lei, ne sono certo, è già pronto a comprarsi.
Grazie per Alitalia che ci è costata un patrimonio però almeno possiamo dire di avere una compagnia di bandiera (ne sarà felice Bossi).
Grazie per le ricostruzioni di facciata all’Aquila. Anche qui lei afferma che non ci sono proteste e che i e le cittadin* sono felici e seren* . Allora i filmati presenti in internet sono frutto di quei bolscevichi comunisti mangia bambini.
Grazie per mille altre cose, presidente: per le leggi ad personam, per lo sfacelo culturale e sociale a cui stiamo andando incontro, per la mancanza di ideali, per i titoli dei quotidiani stranieri che ormai fanno a gara a chi la definisce nel peggiore dei modi.
Napoleone in confronto a lei era uno sciocco.
Grazie per aver trasformato questo paese in una brutta copia di un reality show.
Marino Buzzi





Strage di Bologna …. da uno scoppio all’altro

2 08 2009

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Sono quasi 30 anni, ventinove per l’esattezza e la mattina del 2 agosto 1980, alle ore 10.25, un ordigno, nascosto in una valigia abbandonata, esplose nella sala d’aspetto della Stazione di Bologna.
Con quelle povere persone innocenti, ignare di essere vittime indifese di un bieco piano strategico, iniziò ad andare in aria, pezzo dopo pezzo, l’Italia del sogno democratico e socialista, l’Italia della giustizia, dell’eguaglianza, della lotta all Mafia, alla Massoneria, del riscatto delle classi deboli, della fine delle logiche affaristiche e delle trame oscure, l’Italia dell’addio ai potentati e alla politica sporca e di regime.
Prima e dopo accaddero e accadranno nuovi fatti, la bomba di Piazza Fontana e l’omicidio-malore di Calabresi, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, l’Italicus e Ustica, gli omicidi degli eroi della giustizia, Chinnici, Falcone e Borsellino.
Ma quella bomba a Bologna, fu un colpo secco, come l’uppercut che stordisce un pugile, decretandone la sconfitta annunciata, la sinistra nn poteva governare, i Comunisti erano un nemico reale, bisognava bloccarne definitivamente l’ascesa, già inizialmente quasi abortita dall’omicidio Moro.
Con l’esplosione nella città “rossa”, il disegno strategico di Licio Gelli, raggiungeva il suo acme, quel punto piu’ alto che avrebbe poi portato la parabola a scendere inarrestabilmente dove lui e chi per esso immaginavano potesse arrivare.
Ogni tensione, ogni momento difficile e drammatico, come si è visto per le “Torri Gemelle”, spinge la popolazione di una Nazione a non osare, a chiudersi in difesa, l’insicurezza e la paura tendono a nn far cambiare, a restare nel proprio, la diversità di quello che c’è stato fino ad allora viene vista come un salto nel vuoto, l’ignoto che nn dà garanzie.
E così la marea rossa che già aveva convinto gran parte delle masse democristiane indecise, di quei votanti italiani stufi di una politica ingiusta e illiberale, fu bloccata e di lì in poi , con la successiva morte di Berlinguer nell’84, il calo fù inesorabile e costante.
Quello che Gelli ha voluto, oggi, in maniera incredibile, prende forma: Sindacati divisi, televisioni in mano al regime di centro-destra, controllo quasi totale su tutto, scuola disegnata ad arte per produrre ignoranza, leggi ad hoc per favorire solo gli interessi dei pochi e impedire sempre piu’ la realizzazione della Democrazia vera.
Questa al contrario è l’apoteosi della Dittatura della Democrazia.
Ventinove anni fà esplodeva una bomba, ora, a conclusione di un percorso, rischia di esplodere un’intera Nazione, che è nello sfascio totale.
Tanti episodi, tante piccole esplosioni, fanno chiaramente intendere che siamo sull’orlo di una devastazione finale, come se per l’Italia sia vicino il “The Day”.
Questo lucido folle uomo al potere ha sdoganato coloro i quali hanno la straordinaria abilità a seminare vento ovunque e a raccogliere tempeste, la lega in quasi tutti i suoi attegiamenti , i suoi atti politici e non, le esternazioni dei propri rappresentanti, non fà altro che attizzare la fiamma che porta all’incendio di una secessione.
La situazione è veramente critica, finti soldi che appaiono e scompaiono nei decreti e nelle finanziarie, leggi inizialmente scritte e riscritte successivamente con emendamenti terrificanti, libertà oramai totalmente limitate, un Capo dello Stato, reso quasi impotente, non piu’ baluardo forte e concreto, tutto nelle mani di una persona e i suoi lacchè.
E da questa parte, un’opposizione non pervenuta, assente oppure presente, ma litigiosa, in cerca ancora oggi di un gran leader, che manca dai tempi di Berlinguer.
Personaggi di piccolo stampo, molti dei quali anch’essi spinti o caduti nella trappola dell’interesse personale, attaccati alle poltrone, sia esse di ultima o penultima fila, privi della forza di indirizzare, essere trasversali, parlare con la gente e nella gente, affrontare senza inciuci o scheletri nell’armadio, desiderare e rincorrere la giustizia.
Questa sinistra, sfaldata dalle bombe e dalle trame, da divisioni e mancanza di uomini guida, dalla proliferazione di capi e capetti, oggi nn rappresenta piu’ le cosidette “truppe di riserva”.
Quelle che, nonostante tutto, sono ancora pronte a lottare per la difesa dei Diritti e dei Valori, che nn mollano tutte le armi pacifiche per bloccare lo Sfascio e l’intento totalitarista, razzista e affarista.
Non sono pochi e vorrei poter credere, come credo, che sono proprio loro a determinare ancora a tener acceso il barlume di speranza per salvare l’Italia dalla fine e compiere il miracolo.
L’ennesimo colpo del “piccolo dittatore”, con la scalata dell’affarista e suo amico, il tunisino Tarek Ben Ammar alla proprietà della Rete Televisiva La7, che rappresenta una delle ultime isole libere e obiettive, deve ancor piu’ rafforzare la voglia e la necessità di resistere, perchè resistere, attaccare e proporre in alternativa sono gli unici verbi che, coniugati sempre al meglio, garantiscono l’unico freno all’esplosione finale.
La bomba di Bologna e tutte le altre stragi di Stato hanno reso tanta gente, sempre meno libera e sempre piu’ schiava e allora vorrei citare una frase di Paulo Coelho, persona di straordinaria carica e positività, quella che serve sempre.
“So che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quello della schiavitù. L’unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso… anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime”.





13° pensiero…..

2 08 2009

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mi hai portato un regalo dalla Svezia … una morbidosa renna bellissima … help perché non mi fido?





12° Pensiero veloce…..

31 07 2009

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Lo so che sei tornato …. quando non saprei … forse ieri … e intanto aspetto …. per il fatto che non dovrei saperlo … sciocca …. io…. aspetto … aspetto ancora che mi chiami…..

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11° pensiero superveloce……

23 07 2009

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neppure una settimana e mi manchi da morire ….

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Decimo pensiero velocissimo…

19 07 2009

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Oggi sei partito … sei andato nei Paesi Freddi … mah …. venderdì quando siamo usciti eri stanco ma dolce … una frase mi è rimasta nel cuore .. “quanto mi vuoi bene” … “abbastanza” … “sarebbe meglio di più … anzi sarebbe meglio noi due” … che signica? boh …..

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